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CAPPELLA DELLA CROCETTA

CAPPELLA DELLA CROCETTA


CAPPELLA DELLA CROCETTA.
Cappella campestre situata appena fuori dell’abitato di Rocca. Di pianta quadrata e con volta ogivale, è ornata da splenditi affreschi tardo-gotici, non firmati, né datati. Un graffito riporta la data del 1461. Contiene iconografie molte rare come la rappresentazione dei re d’Israele e la Dormitio Virginis. E’ riconosciuta monumento nazionale. La volta è divisa in quattro vele tutte interamente dipinte.

•la vela sopra l’altare è occupata dalla figura del Cristo Pantocratore in mandorla, troneggiante su un arcobaleno. La figura di Cristo è sicuramente molto bella, dignitosa, seria, potente, simmetrica e ben studiata. Il viso dà un’impressione di grandezza ed imperturbabilità grazie agli occhi semiaperti, all’espressione seria della bocca, alla grande barba curata ed ai capelli canuti. Il modo di sedere è composto, simmetrico e dignitoso e dà alla figura una forma triangolare. La mano destra ha tre dita alzate in segno benedicente e per significare la Trinità, mentre la mano sinistra tiene una corona, al contrario di altre simili rappresentazioni dove compare un vangelo. Ai lati del Cristo sono dipinti angeli oranti e musicanti, sette per parte. Fra gli strumenti musicali si possono distinguere il flauto, la lira , il salterio, due mandolini ed un tamburello. Tutta la vela può essere interpretata come la rappresentazione del Paradiso inteso come una festa dove canta e si suona.

•La vela a destra del Cristo contiene la figura di San Giovanni Evangelista. Il Santo è rivolto verso il Cristo, porta una veste rossa ed un mantello grigioverde. Con la mano destra regge un libro, forse l’apocalisse. Nella parte inferiore figurano 5 re d’Israele. Ognuno porta un cartiglio con il proprio nome, ognuno ha una corona diversa dall’altro, le figure sono ben curate nel portamento, nella acconciatura e nel vestito. La rappresentazione dei re d’Israele, assai rara, testimonia l’antichità della Cappella.

•La vela alla sinistra del Cristo Pantocratore rappresenta San Giovanni Battista. Il santo è raffigurato secondo la tradizione con la barba ed i capelli incolti, coperto da un mantello e da una pelle di animale che lasciano scorgere il costato di evidente magrezza. Con la mano destra regge un cartiglio con una scritta ancora ben leggibile (Agnus dei qui tollis pecata mundi miserere), con l’indice indica Cristo e con la mano sinistra regge una croce. Sotto sono raffigurati altri 5 re d’Israele, ben rappresentati come quelli dell’altra vela. Sono riconoscibili Salomone, Geroboamo, Esechia e David, quello più vicino a Cristo. Re David, autore di salmi è rappresentato sorridente con un’espressione di pace e serenità.

•La vela opposta a quella di Cristo è occupata dalle figura di tre grandi angeli: Michele al centro nell’atto di trafiggere un drago (simbolo del diavolo) Gabriele con il giglio in mano e Raffaele. L’arcangelo Michele è vestito di una corazza gialla, ha due possenti ali ricoperte di penne di pavone, ha capelli biondi e lo sguardo ardito che gli conferiscono l’immagine di “combattente per la fede” .

•L’unica parete rimasta affrescata è quella alla destra del Cristo e riporta due scene riguardanti la Madonna: l’Annunciazione e la “Dormitio Virginis” (la morte della Madonna). Quest’ultima è una rappresentazione assai rara da trovare. Qui la Madonna è rappresentata sul letto di morte, con il viso pallido, attorniata da un giovanetto che le porge dell’acqua e da 6 apostoli: i quattro evangelisti riconoscibili dal vangelo e san Batolomeo con il coltello in mano.

I dipinti sono stati recentemente restaurati dalla ditta NICOLA di Aramengo.